Le robbe di Milena
Milena è una località davvero particolare grazie alla sua struttura urbanistica priva della“centralità”, elemento tipico agli altri comuni limitrofi, e conosciuta soprattutto per le “robbe” (circa sessanta), piccoli nuclei abitativi disposti in gruppi o a notevole distanza l’uno dall’altro. L’origine di queste modeste abitazioni è di carattere squisitamente pratico: le terre dei feudi di Milocca, Caprarìa, Aquilìa e Cimicìa, dei monaci Cassinesi del Monastero di S. Martino delle Scale di Monreale, venivano assegnate a “censo”, ovvero in affitto, e dato che i comuni erano distanti tra loro, la gente e i viandanti costruivano delle modeste abitazioni lungo le regie trazzere o vicino alle sorgenti d’acqua e lì si trasferivano temporaneamente. Le “robbe” erano organizzate nei cosiddetti “villaggi”, ciascuno dei quali corrispondeva, nella maggior parte dei casi, ad un gruppo parentale: il nome della robba, infatti, traeva origine dal cognome o dalla “’ngiuria” (soprannome) della famiglia. Le famiglie provenivano dai comuni limitrofi ai feudi ed in particolare da Sutera, Campofranco, Montedoro, Grotte, Racalmuto ed altri ancora.
Al giorno d’oggi Milena ha assunto un volto nuovo e moderno e le “robbe” non hanno più l’aspetto originale, in quanto appaiono inglobate nel centro urbano.



















