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Campofranco

Campofranco
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Come tutte le città di fondazione, Campofranco è caratterizzata da una forma e una storia fatta di rapidi sviluppi urbani, che hanno seguito logiche leggibili nel suo tessuto. Nata in seguito alla parziale sfortuna dei baroni del Campo, che dal 1549 dovettero lasciare la baronia di Mussomeli, Campofranco fu l'esito dell'idea di Giovanni, deciso a ripartire popolando uno dei suoi feudi. Autorizzato con lettere regali da Filippo Il di Spagna, figlio di Carlo V, nel 1573 Giovanni avvia l'avventura del nuovo abitato, che cresce progressivamente davanti al castello, la piazza, la chiesa (dedicata a San Giovanni, nome che torna ripetutamente), le beverature, i forni, il mulino, il macello, le stalle, le case degli artigiani e delle maestranze. In un frenetico secolo di crescita i Del Campo videro rafforzarsi la loro originale idea, grazie anche alla posizione amena del centro, all'acqua sorgiva, a gabelle, franchigie, agevolazioni, censi, privilegi che attirava nuova popolazione e nuovi investimenti. Circa un secolo più tardi il potere passò ai Lucchesi Palli grazie ad un matrimonio tra casate, che introdusse i nuovi feudatari nel territorio. Gli stessi della biblioteca Lucchesiana di Agrigento, qui però furono collegati al feudo più classico, forse ben rappresentato dalle forche utilizzate per reprimere le istanze dei contadini. L'Ottocento e il primo Novecento videro un periodo di benessere relativo, grazie agli  stabilimenti dei sali potassici della Montecatini, e la miniera di zolfo Cozzo Disi.

 

 

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