Miniera Saponaro
Sotto la denominazione di Miniera Saponaro sono incluse le cinque miniere Saponaro Garibaldi, Saponaro Case Santi, Saponaro S. Francesco, Saponaro Redentore, Saponaro S. Vincenzo, site nella stessa area nissena. Di queste cinque miniere rimangono sino ad oggi soltanto una cabina elettrica e diversi imbocchi di miniera ancora aperti e percorribili per il primo tratto, elemento che rende il sito particolarmente interessante. La solfara Saponaro Garibaldi è attiva dal 1839 al 1966 e ha preso il nome dalla galleria di accesso che il conte di Testasecca intitolò a Giuseppe Garibaldi. Nei primi del ‘900 inglobò la miniera Saponaro Case Santi; nei primi anni del dopoguerra fu elettrificata e poi dotata del forno Marobelli, il cui uso cadrà poi in decadenza con l’introduzione del metodo della flottazione. Oggi, ai piedi della scarpata sotto la quale si sviluppa la miniera, sopravvive una parte del forno, mentre su un piazzale poco più basso si innalzano i calcaroni di un’imponente batteria sormontati dalle alte torri dei camini di mattoni. Tra queste due strutture, ormai miraggio dell’attività di un tempo, nascosta da una scarica, si apre l’ingresso alla galleria Garibaldi, sotto una bella cappella dedicata a Santa Barbara.















