Categoria: Arte e Archeologia

La prostituzione con gli occhi dell’arte

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Dipinti, poesie, novelle, romanzi, sonetti, canzoni, sculture, ognuna di queste forme di espressione dell’arte ha trovato nel mondo della prostituzione idee e nuove ispirazioni, ed è sempre stato così, molto probabilmente anche prima che l’uomo imparasse a scrivere, disegnare, fare musica…solo che non c’è nessuna traccia che lo dimostri in concreto; come sappiamo infatti, le prime testimonianze di ciò si hanno nel Rinascimento, era di grandi cambiamenti e nuovi modi di intendere l’arte, ed è proprio da lì che inizieremo oggi il nostro viaggio alla scoperta degli intrecci che storicamente hanno legato prostituzione ed arte.

Fu nel Rinascimento, periodo di lusso e fasti oltre che di fioritura ogni attività artistica e culturale, che si dissiparono finalmente tutti quei blocchi ‘moralistici’ imposti dalla chiesa, e si riscoprirono la voglia di sessualità ed il piacere di contemplare le bellezze del corpo femminile; la prostituzione esisteva già da tempo, cambiò solo il modo di intenderla, e quindi di rappresentarla. Il mestiere di meretrice fu ‘ingentilito’ dagli artisti che lo raffiguravano, anzi, la ‘donna di piacere’ offriva quasi sempre spunti ed ispirazioni di fondamentale importanza per loro.

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I Giardini di Naxos, la prima vera colonia greca in Sicilia

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A circa una quarantina di chilometri di distanza dalle città di Catania e Messina sorge un piccolo comune di circa 10.000 abitanti ricco di storia e di bellezze naturali; stiamo parlando di Giardini Naxos (in dialetto siciliano Giaddina). Anticamente chiamato solo Naxos, questo piccolo centro fu la prima vera colonia greca in Sicilia; successivamente al nome greco originale fu aggiunto anche il nome del comune italiano corrispondente (Giardini), diventando finalmente comune indipendente l’1 Gennaio 1847, dopo aver ottenuto il consenso dalla città di Taormina.

Fu più o meno intorno al 734 a.C che alcuni coloni greci provenienti dalla regione della Calcidia sbarcarono sulle coste siciliane in prossimità di Capo Schisò per fondare il loro primo insediamento, ed in poco tempo fu anche eretto un altare in onore di Apollo per sancire l’avvenimento. Durante la guerra del Peloponneso però Naxos si schierò a favore di Atene, ma in seguito al fallimento della spedizione di conquista ateniese ed alla dura sconfitta dei greci patita contro le truppe siracusane di Dionigi il Vecchio, venne distrutta e rasa al suolo proprio da quest’ultimo, che fece costruire al suo posto l’odierna città di Taormina.

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