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La Settimana Santa

Caltanissetta
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La Crocifissione-Le Vare del Giovedi Santo-foto di Danilo Riccobene-Ass.Fotonauti di CaltanissettaUna particolare intensità caratterizza la Settimana Santa di Caltanissetta, animata da coinvolgenti processioni religiose che portano avanti tradizioni antiche di secoli. Tutto ha inizio il pomeriggio della Domenica delle Palme con la processione di Gesù Nazareno che commemora l'ingresso di Cristo a Gerusalemme, preceduta dall'esposizione e dalla vendita di foglie di palma intrecciate e ramoscelli di ulivo negli spazi antistanti le principali chiese della città. Rappresentazioni sacre dell'Ultima Cena e della Passione di Gesù animano le vie cittadine il Lunedì e il Martedì Santo, mentre la mattina del Mercoledì è caratterizzata dalla processione della Real Maestranza, che si svolge sin dal '500 ed è stata dichiarata “reale” per decreto di Ferdinando IV nel 1806. Di anno in anno, ogni corporazione di mestiere della città elegge un portabandiere che sfila con lo stendardo rappresentante il santo protettore della propria corporazione. La serata del Mercoledì è, invece, occupata dalla processione delle varicedde, piccoli gruppi statuari che raffigurano scene della Passione e Morte di Cristo. L'organizzazione è curata da privati cittadini che coltivano la tradizione e posseggono le varicedde: probabilmente questa processione nasce in competizione a quella dei Misteri del Giovedì per iniziativa di quanti ne erano esclusi. Elemento caratterizzante è la presenza di molti bambini che indossano tunichette bianche e cappuccio e precedono la banda, tanto che la processione è anche detta “dei picciriddi”. Il momento rituale più sentito si svolge, però, il Giovedì Santo con la processione dei Misteri: sedici gruppi statuari di grandi dimensioni, raffiguranti momenti della Passione e Morte di Cristo (quasi le stazioni della Via Crucis), sfilano ciascuno preceduto da un gruppo bandistico, partendo da Piazza Garibaldi. Prima di affrontare la salita di via XX Settembre, il corteo fa una pausa verso la mezzanotte per rifocillarsi con carciofi, uova sode e abbondante vino. Le Vare, realizzate soprattutto dai Biangardi, scultori napoletani attivi nella seconda metà dell'800, appaiono maestose in quanto riproducono diversi personaggi a grandezza naturale. A notte fonda, le Vare ritornano al punto di partenza in Piazza Garibaldi e vengono spogliate degli addobbi floreali da parte dei fedeli. Il seguente Venerdì Santo esprime tutto il lutto e il dolore della giornata con la processione del Cristo Nero: un piccolo crocifisso ligneo del '500, oggetto di grande venerazione tutto l'anno, è portato in processione dai figliamari (figghiamari, fugghiamari), ovvero dai poveri più poveri, i raccoglitori e venditori di verdure selvatiche, che procedono scalzi indossando un abito viola. Dopo il silenzio del Sabato Santo, le campane della Domenica di Pasqua suonano a festa e il Capitano della Real Maestranza restituisce al sindaco le chiavi della città, ricevute il Mercoledì, per poi partecipare alla Messa solenne celebrata dal vescovo in Cattedrale.

 

 

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