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La cuddrireddra

Delia
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La cuddureddra-Elena La Spina-3

Ha ben otto secoli la ricetta delle cuddrireddri, focaccine fritte a forma di ciambella rigata, tipiche di Delia: si racconta, infatti, che la prima cuddrireddra sia stata preparata durante i Vespri Siciliani, in omaggio alle castellane che vivevano nel Castello di Delia, e abbia preso la forma di una coroncina a causa della nobile origine. Il nome, molto difficile da pronunciare, deriva dal greco kollura che significa “pane a forma di anello”. A Delia vengono preparate dal 17 gennaio al Martedì Grasso, quindi durante il periodo di Carnevale. Soltanto le donne di Delia conoscono l’arte di preparare le Cuddrireddri, la cui ricetta contiene ingredienti molto semplici: farina di grano duro, uova fresche, zucchero, vino rosso, strutto, scorza d’arancia grattugiata e cannella. Per non perdere questa antichissima tradizione, le donne di Delia tramandano i segreti della preparazione di madre in figlia: lavorata la farina con gli altri ingredienti, si divide il panetto in piccoli rotoli che si avvolgono attorno a bastoncini di legno per ottenere una lunga spirale. La spirale viene appoggiata ad un tipico attrezzo molto antico, di nome “pettine”  e formato da due asticelle di legno unite da sottili striscioline di canna di bambù levigata, per assumere la tipica rigatura. Le donne di Delia che possiedono un “pettine” lo custodiscono con cura poiché non viene prodotto da circa un secolo.  Le cuddrureddi, conosciute fino a qualche anno fa solo nella provincia di Caltanissetta, da un po’ di tempo sono entrate nella cerchia di Slow Food, che ne sta diffondendo la conoscenza oltre lo Stretto.

 

 

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